Le undici volte della Auronzo – Passo Sant’Antonio

Nel periodo compreso fra il 2000 e il 2010, lungo la strada statale, poi divenuta provinciale, 532 “del Passo di Sant’Antonio”, noto anche come “passo del Zovo” o “passo di Monte Zovo”, che nella provincia di Belluno mette in comunicazione Padola e Danta di Cadore con Auronzo di Cadore e quindi il Comelico con il Centro Cadore, si sono disputate undici edizioni della cronoscalata automobilistica Auronzo - Passo Sant’Antonio, Trofeo Walter Zampieri. Una competizione di grande potenzialità che, principalmente per ragioni economiche, purtroppo, non viene più organizzata, ma mantiene inalterato tutto il suo fascino.

La "pazza" idea di ReBo

La storia, breve e comunque molto intensa, di questa bella gara di velocità in salita è legata a doppio filo a Renato “ReBo” Bombassei, il valente tecnico auronzano, geniale progettista delle vetture sport prototipo “ReBo”, nonché ideatore ed organizzatore della cronoscalata cadorina. Nel suo interessantissimo libro “Un’avventura in salita”, pubblicato nel 2014, una sorta di diario nel quale l’autore ripercorre la sua avventurosa vita di appassionato e competente tecnico innamorato dell’automobilismo, Bombassei rivela come nacque l’idea di organizzare la cronoscalata Auronzo – Passo Sant’Antonio. “Qualche domenica, sfidando la sorte, di mattina, facevo fare a Walter (Angelo Walter Zampieri, il giovane amico al cui ricordo “ReBo” ha sempre dedicato la corsa – ndr) un giro con la Rebo fino al Passo sant’Antonio. Io lo precedevo con la mia Ford Capri. Conclusa la salita, si faceva tappa a Danta. Walter posteggiava davanti la casa di mia suocera e lì arrivava una piccola folla di ragazzini, che avevano sentito il rombo del Cosworth durante la salita da Auronzo. Al ritorno caricavamo la vettura sul rimorchio che avevo trainato fino a Danta. Questo perché sarebbe stato molto rischioso attraversare Auronzo durante le messe domenicali! Fu così che, ricordando quei bellissimi momenti, nel 1989 mi misi in testa di organizzare la cronoscalata Auronzo – Passo Sant’Antonio in omaggio alla memoria di Walter”.

Il primo tentativo nel 1990

Lanciata l’idea non restava che concretizzarla. Facile a dirsi, decisamente più difficile a farsi. Tanto più che all’epoca il buon “ReBo” non sapeva nemmeno da dove cominciare. A seguito di un colloquio telefonico con l’Automobile club di Belluno, interpellata per ottenere qualche ragguaglio in merito, Bombassei conobbe e divenne amico di Danilo Frison, un esperto Ufficiale di gara, da sempre nel mondo dell’automobilismo bellunese. Inizialmente Frison cercò di raffreddare l’entusiasmo dell’intraprendente amico auronzano esordendo con tono protettivo in questi termini: “Renato, varda che no l’e na roba mestega organizzar ‘na gara in salita” (tradotto dal bellunese: Renato, guarda che non è facile organizzare una gara in salita). Poi, di fronte all’entusiasmo travolgente del suo interlocutore, anche Frison si convinse e, una volta elencate le cose da fare e la documentazione da predisporre, divenne il consulente sportivo di fiducia del novello organizzatore Renato “ReBo” Bombassei.

Grazie alla collaborazione della scuderia Gorizia Corse, che fornì la propria licenza di organizzatore alla Csai, la gara venne iscritta a calendario in data 30 settembre – 1 ottobre 1990, come gara nazionale di velocità in salita, valida per il Campionato Triveneto. Nonostante a Renato Bombassei si fossero uniti alcuni amici di Auronzo, tra i quali Mario Pais, Florio Da Ponte, Piero Zandegiacomo e Adolfo Da Vià, i tempi non erano ancora maturi e la Commissione provinciale di Vigilanza bocciò quel primo tentativo. Assorbita la delusione e superata l’amarezza per quella bocciatura, “ReBo” Bombassei non si diede per vinto e nove anni più tardi tornò all’attacco. Questa volta fu la Tre Cime Promotor di Belluno a venire incontro a Bombassei per la licenza di organizzatore. Tutto lo staff che lavorava all’organizzazione della cronoscalata Alpe del Nevegal, di cui facevano parte anche Danilo Frison e Renata Dal Farra, collaborò all’organizzazione della prima edizione della gara di Auronzo, iscritta a calendario per il 30 settembre – 1 ottobre 2000.

Finalmente si parte!

Come era avvenuto già dieci anni prima, il gruppo capitanato da Renato “ReBo” Bombassei toccò con mano quanto fosse vera, quasi profetica, la frase pronunciata da Danilo Frison: organizzare una gara in salita non fu affatto facile. Fin dalla fase preliminare di allestimento del tracciato gli organizzatori auronzani, nonostante la grande disponibilità di Silvio Corte Pause, responsabile Anas del tratto interessato, dovettero superare ostacoli imprevisti. Il peggio doveva ancora accadere. Due settimane prima del via della prima Auronzo – Passo Sant’Antonio, nel corso della prima salita della Pedavena-Croce d’Aune, ci fu la tragedia in cui perse la vita Luigi Amadio, un amico di “ReBo” che solo qualche settimana prima aveva presenziato, in rappresentanza dei piloti, al collaudo del percorso della Auronzo-Passo Sant’Antonio. Il dramma di Amadio fece nascere molti dubbi a Bombassei e al suo gruppo sull’opportunità o meno di andare avanti nell’organizzazione della gara. Dubbi fugati da queste parole pronuciate da Raimondo Amadio, il figlio di Gigi, all’orecchio di Renato: “Faresti un torto al papà se tu dovessi rinunciare, devi andare avanti”. E fu così, malgrado altri momenti difficili affrontati, ma fortunatamente superati, anche il giovedì precedente la gara, nel corso del sopralluogo della Commissione Pubblici Spettacoli.

Acqua a catinelle

Sabato 30 settembre 2000, purtroppo piovve molto. Anzi, la pioggia aumentò di intensità quando, una volta finite le verifiche, i piloti si apprestavano ad effettuare le salite di ricognizione. Furono momenti febbrili, di grande delusione mescolata con la rabbia di veder rovinata, per cause esterne non dipendenti dalla volontà degli organizzatori, quella che doveva essere una grande festa sportiva. Solo la sagacia del direttore di gara, Sergio Zini, coadiuvato dal suo vice Danilo Frison, fece sì che la prima edizione della Auronzo – Passo Sant’Antonio si mettesse finalmente in moto: le prove vennero annullate, ma ai piloti venne data l’opportunità di verificare il tracciato di gara effettuando una ricognizione del percorso al seguito dell’auto della Direzione gara. L’indomani, alle 10.30, la corsa prese il via. Malgrado la pioggia e il meteo tipicamente autunnale, tutto filò liscio. Almeno fino a quando ci fu la spettacolare, paurosa, ma fortunatamente incruenta per il pilota, uscita di strada di Domenico Dall’O’. Il veloce pilota alpagoto, con la sua Peugeot 405, a causa dell’acquaplaning, dopo aver divelto una ventina di metri di guard-rail sulla sinistra, in pieno rettilineo, finì nella scarpata sottostante dopo un volo pauroso, fermandosi contro un grosso faggio. La prima edizione del Trofeo Walter Zampieri fu vinta dal bellunese Stefano Bosco, su Ford Escort Cosworth; la piazza d’onore fu appannaggio del portacolori della Vimotorsport di Vittorio Veneto Michele Ghiardro, su Honda Civic Vtc; mentre sul terzo gradino del podio salì il bravissimo “panettiere volante” Romano De Gan, su GiPi Cosworth della Halley Racing Team di Pedavena. Le condizioni meteo quasi proibitive favorirono il risultato a sorpresa, anche perché molti piloti delle vetture più potenti, rinunciarono alla gara.

Pagotto succede a Bosco

Anche l’anticipo al 22 e 23 settembre 2001 della seconda edizione non portò troppa fortuna, meteorologicamente parlando, alla cronoscalata Auronzo – Passo Sant’Antonio. Il secondo Trofeo Walter Zampieri finì nelle mani di Mario Pagotto, portacolori del Motor Group. Pagotto, con la sua Ford Escort Cosworth N3000, fu l’unico dei quaranta piloti classificati delle auto moderne a compiere le due salite di gara in un tempo inferiore agli 8 minuti: 7.54.37 per l’esattezza. Alle sue spalle il podio fu completato da Ivano Cenedese, su Renault Clio Williams N2000, e da Michele Ghirardo, Honda Civic Vti A1600. Sugli scudi i piloti bellunesi: quarto “Brik”, su Opel Astra Gsi; quinto Tiziano Turrin, Citroen Saxo Vts; sesto Stefano De Gan, Honda Civic; settimo Patrik Benvenuti, Citroen Saxo Vts; undicesimo Luca Soravia, Renault Clio Williams N2000. Nella classifica VSO, le vetture di scaduta omologazione, primato di Romano Gasperin, su Lancia Delta 16V; in quella del Challnge salita affermazione di “Kabibo” su Alfa Romeo 155 Gta.

La prima volta di una "sport"

Anche la terza edizione della salita cadorina registrò un cambio di data. Il terzo Trofeo Walter Zampieri, che continuava ad essere gara nazionale valida per il campionato Triveneto, si corse il 22 e 23 giugno 2002. Ad imporsi fu Paolo Strenghetto, su Sighinolfi Bmw, in 8.19.70. Il podio assoluto fu completato dal secondo posto di Roberto Biasioli, Breda Bmw e dal terzo di Mario Caliceti, su Osella Pa20. I classificati furono quarantasette con il pluricampione italiano Rudi Bicciato, su Mitsubishi Lancer A oltre 2000, quinto assoluto. Bravi anche i bellunesi Stefano Bosco, Stefano De Gan e Tiziano Turrin, rispettivamente sesto, ottavo e nono assoluto. Nella classifica delle scadute omologazioni la Renault 5 Gt turbo di Angelo Faraon risultò la più veloce di tutti, mentre fra le debuttanti autostoriche trionfò il toscano Roberto Benelli, su Osella Pa9 Bmw. La quarta Auronzo – Passo Sant’Antonio venne corsa il 21 e 22 giugno 2003. Vinse il dentista bolognese Mario caliceti, su Osella Pa20 davanti a Rodolfo “Bambi” Aguzzoni, Osella, e al sempre verde Romano De Gan, su GiPi Cosworth. Altri bellunesi in bella evidenza furono Tiziano Turrin, nono assoluto con al Citroen Saxo Vts, e “Brik”, decimo assoluto con la piccola Opel Corsa Gsi A1600, una vettura che ha sempre condotto al limite in ogni competizione. Nelle classifiche VSO e autostoriche conferme per la Renault 5 Gt turbo (prima quella di Fabio Zanette) e per Roberto Benelli (Osella Pa9).

Il Trofeo vola in Sardegna

Il sardo Omar Magliona, su Osella Pa21S Cn2, trionfò nella quinta edizione della salita di Auronzo del 19 e 20 giugno 2004. L’alfiere della Villorba Corse è accompagnato sul podio da Rudy Bicciato, Mitsubishi Lancer A oltre 3000; e da Fabio Faustinelli, su Porsche 993. Secondo nella classe Cn1, al rientro alle competizioni dopo un’assenza di oltre vent’anni, il ravennate di Villanova Mario Forlani, sul piccolo prototipo Viali Alfa Romeo. A partire dalla stagione successiva Forlani diverrà un pilota della ReBo, la vettura progettata da Renato Bombassei, ottenendo brillanti risultati oltre che ad Auronzo di Cadore anche all’Alpe del Nevegal e allo Spino. Fra le scadute omologazioni il più veloce risultò Antonio Maniero, su Ford Sierra Cosworth, mentre i tre gruppi delle autostoriche furono appannaggio di Italo Pain, su Lotus Elan 52; Alessandro Marchesi, su Lancia Fulvia HF; e Giorgio Vazzola, Ferrari 308. Il 18 e 19 giugno 2005 la sesta edizione del Trofeo Walter Zampieri entrò a far parte del calendario delle gare valide per la Coppa Italia. Ad aggiudicarsi quell’edizione fu il campione europeo della specialità Denny Zardo, su Osella PA21S. Zardo precedette Roberto Ragazzi, secondo e Maurizio Roasio, terzo, entrambi al volante di Osella PA21 S motorizzate Honda. Il padovano Antonio Maniero bissò il successo dell’anno prima fra le vetture di scaduta omologazione, mentre fra le autostoriche il più veloce risultò Livio Antolini, su Chrysler Sunbeam Lotus.

Lo "scippo"

Un nuovo cambio di calendario, pur mantenendo la validità per la Coppa Italia, caratterizzò la settima edizione della cronoscalata cadorina, disputata l’8 e 9 luglio 2006. Nel corso delle premiazioni ci fu anche un episodio poco edificante: Roberto Benelli, autore del miglior tempo assoluto con la sua storica Osella PA9/90, strappò letteralmente dalle mani del vincitore della gara auto moderne e legittimo assegnatario del trofeo, Matteo Moratelli (Breda Bmw), la coppa intitolata a Walter Zampieri. Sul podio assoluto delle auto moderne, con il giovane trentino salirono anche Giorgio Leonardi, Audi A4 Quattro St, secondo; e Roberto Ragazzi, Ferrari 360 Challenge, terzo. Brillantissimo quinto posto assoluto per Mario Forlani, su ReBo Bmw 2500. Il pilota romagnolo fu seguitissimo ed acclamato dal pubblico locale che lo adottò come pilota di casa. Il successo fra le VSO arrise a Gianpaolo Bottacin, su Ford Escort Cosworth. Giovanni Sambo, Alfa Romeo Giulia Gta; Gianpietro Curatolo, Porsche 911 S; e il già citato Benelli si aggiudicarono i tre gruppi delle autostoriche.

Il ritorno di Magliona

Nel 2007, per l’ottava edizione che continuò ad avere validità per la Coppa Italia, il Trofeo Walter Zampieri, ritornò in calendario a giugno, dal 1 al 3. Per la seconda volta il trofeo prese il volo per la Sardegna. A vincere la gara infatti, fu Omar Magliona, su Osella Pa21 S Honda. Magliona è rimasto l’unico pilota nella storia della Auronzo – Passo Sant’Antonio ad aver concesso il bis di vittorie. Alle sue spalle si classificarono il veronese Tiziano Ferrais, su Ferrais Ch2 Alfa Romeo, e il bolognese Mario Caliceti, su Osella PA20 S Bmw. La ReBo 05 Bmw di Mario Forlani confermò il quinto posto assoluto della precedente annata con un riscontro cronometrico migliore di oltre 3 secondi. Se fra le vetture di scaduta omologazione ci fu la conferma di Gianpaolo Bottacin e della sua Ford Escort Cosworth, i tre gruppi delle autostoriche registrarono i successi di Roberto Filippi, Lancia Fulvia Sport Zagato; Italo Pain, Abarth 1000 Trc; e del conte toscano Uberto Bonucci, Osella Pa9.

Forlani, su ReBo 05 Bmw, secondo assoluto!

La nona edizione, del 5 e 6 luglio 2008, subì una contrazione del numero di iscritti. Malgrado la validità tecnica del percorso di gara, gli sforzi degli organizzatori finirono per essere mortificati dalla mancanza di continuità nel calendario. Fu, comunque, un’edizione da ricordare con il successo di Tiziano Ferrais, su Ferrais Ch2 Alfa Romeo, con l’ottimo crono di 7.48.571. Straordinario secondo assoluto risultò Mario Forlani, con la ReBo 05 Bmw progettata da Renato Bombassei, il presidente del comitato organizzatore della Auronzo – Passo Sant’Antonio – Trofeo Walter Zampieri. Il terzo gradino del podio fu occupato da Franco Manzoni, su Osella Pa20S.  Eccellente quarto assoluto chiuse la corsa Domenico Dall’O’, sulla versione rivisitata ed aggiornata della Peugeot 405 con la quale era stato protagonista del pauroso volo nella prima edizione. Nel nuovo Gruppo E3, che prese il posto del vecchio VSO, primeggiò ancora una volta Gianpaolo Bottacin, su Ford Escort Cosworth. Il miglior tempo delle autostoriche lo segnò l’inossidabile Romano De Gan, sulla sempre efficiente GiPi Cosworth.

Il canto del cigno

Con un enorme sforzo organizzativo ed economico, Renato Bombassei e il suo gruppo riuscirono a proporre la decima edizione del Trofeo Walter Zampieri che si disputò il 27 e 28 giugno 2009. L’impegno degli appassionati auronzani, anche stavolta, ebbe riscontro deludente da parte di troppi e l’appuntamento imboccò, forse definitivamente, la strada del declino. In gara la spuntò Franco Perini, sulla bellissima Alfa Romeo 155 Dtm. Perini si lasciò alle spalle Franco Manzoni, su Osella Pa20S, secondo; Luca Soravia, su Peugeot 405, terzo; Mario Forlani, su ReBo Bmw 2500, quarto. Il Gruppo E3 fu appannaggio di Andrea Cambiaso, su Renault Clio Williams e i tre gruppi delle autostoriche registrarono i successi di Bruno Bonora, su Lotus Elan; Agostino Iccolti, su Porsche 911; e di Franco Cremonesi, su Osella Pa5.

L'ultimo atto

L’ultimo atto della Auronzo – Passo Sant’Antonio Trofeo Walter Zampieri si compì il 25 e 216 settembre 2010, in grigio fine settimana piovoso. Il trentino Christian Merli, futuro campione italiano ed europeo della specialità, centrò la prima vittoria assoluta al volante della innovativa Picchio PA/E2. Sul podio con Merli salirono Denis Basichetto, su Mitsubishi Lancer, secondo; e il bresciano Giulio Regosa, su Osella Pa21 S Honda. Regosa è un pilota che negli anni ’90 corse con un prototipo ReBo togliendosi diverse soddisfazioni come la conquista, nel 1994, con la ReBo 04 Bmw, del titolo europeo di classe per prototipi CN. Marco Chiesura (Renault Clio ), Valter Canzian (Ford Cortina), Piergiovanni Volpinari (Lotus Europa) e Daniele Ortolan (Autobianchi A112 Abarth) nel Gruppo e3 e fra le autostoriche furono gli ultimi vincitori di questa cronoscalata.

Photo by: ©Francesco Bona