Amarcord. La Cronoscalata della Marmolada

La Cronoscalata della Marmolada fa parte del terzetto di competizioni automobilistiche bellunesi di velocità in salita che da tempo, troppo per i nostalgici, sono entrate nel “libro dei ricordi”. Le altre due alle quali ci riferiamo sono la Agordo – Frassenè, di cui si sono disputate sei edizioni fra il 1962 e il 1972) e la Auronzo – Passo Sant’Antonio, Trofeo Walter Zampieri, che nel periodo 2000-2010 di edizioni ne mise in fila undici.
La storia di questa gara, ci riferiamo alla Cronoscalata della Marmolada, il cui debutto sulla scena risale all’estate 1986, per molti aspetti è ancora più travagliata di quelle delle altre due salite. Nata quasi tre lustri dopo l’ultima edizione della Agordo – Frassenè e quasi altrettanti prima del debutto ufficiale cronoscalata cadorina, la salita alla “Regina delle Dolomiti”, la Marmolada, ebbe la vita più breve. Perché, sé è vero che agli annali rimangono sette edizioni, è altrettanto vero che le edizioni effettivamente disputate e concluse sono state soltanto cinque.
Un’altra particolarità che rese unica la Cronoscalata della Marmolada risiede nel fatto che organizzatore dell’evento, titolare di licenza Aci-Csai, era un ente locale: il Comune di Rocca Pietore. Gli amministratori rocchesani – in quel periodo era sindaco il senatore socialdemocratico Dino Riva, in gioventù giocatore di hockey su ghiaccio nelle file dell’Alleghe e della Nazionale – intuirono subito le potenzialità della cronoscalata automobilistica come volano a supporto dello sviluppo turistico del paese. Il Comune di Rocca Pietore si avvalse, in special modo nelle prime edizioni degli anni ’80, del supporto dell’Automobile club di Venezia e dell’appassionato Bruno Bocca, vulcanico promotore di iniziative sportive ed autore di alcuni libri sui rally degli anni ’70.
Nonostante un tracciato tecnicamente “povero”, che in poco più di quattro chilometri, da Malga Ciapela al Passo Fedaia, proponeva un interminabile dritto con notevole pendenza, rallentato da una chicane artificiale, e una parte finale con una successione di tornanti e brevi allunghi, con un dislivello fra partenza ed arrivo (posto ad un’altitudine di 2045 metri sul livello del mare) di 462 metri con una pendenza media dell’11,56 per cento, sicuramente non adatto a vetture poco potenti, la Cronoscalata della Marmolada registrò subito un buon successo di partecipazione. Questo fu dovuto, in parte, anche al grande supporto mediatico e pubblicitario che accompagnò la corsa, propagandata come la cronoscalata più alta d’Europa per il fatto che si svolgeva interamente ad un’altitudine superiore ai 1500 metri con arrivo posto oltre quota 2000.

La  doppietta di Massimo Saccomanno

La prima edizione, di cui si conoscono pochi dati, si svolse nell’estate del 1986 e registrò il successo del varesino di Saronno Massimo Saccomanno, su Osella Pa9 Bmw. L’anno seguente, il 12 luglio, la corsa fu valida per la Coppa Csai della montagna 1. Zona e vide la partecipazione di 140 concorrenti. Massimo Saccomanno bissò il successo della prima edizione coprendo le due salite nel tempo di 5.06.52. Il podio assoluto fu completato da Mario Caliceti, secondo su Osella Pa9, a 4.35; e da Roberto Curatolo, terzo su Osella Pa12, a ben 12.69. Ai piedi del podio, staccato di oltre 4 secondi, si piazzò il bresciano Stefano Bettoni, su Osella Pa9, mentre la “top ten” di quell’anno fu completata dal quinto posto di “Cortes”, su Osella Pa9; dal sesto del lombardo, di Desenzano del Garda, Nello Gnesato, su Osella Bmw; dal settimo del trentino Roberto Biasioli, su Chevron B23; dall’ottavo del trevigiano, di Motta di Livenza, “Kabibo”, su Lancia Beta Montecarlo; dal nono di Paolo Cantelli, su Porsche 930; dal decimo dell’altoatesino Klaus Trettl, su Lucchini. Interessante ricordare come al via della classe 1150 del Gruppo N si fossero presentati ben 19 piloti. Al termine delle due manche si impose Giorgio Ferretti, partito con il numero di gara 1, su Autobianchi A112 Abarth, in 7.50.91. Ferretti prevalse di 4.30 su Giancarlo Tosini, su Fiat 127 Sport, secondo; e di 13.04 sulla portacolori della Scuderia Dolomiti, Delia De Florian, su Autobianchi A112 Abarth. I classificati in classe N1150 furono diciassette con gli unici ritiri di Roberto Zanella e Michele Fenti. Nella classe N1300, su cinque partenti, i classificati furono tre, in quest’ordine: primo Nazareno Ambrosi, su Suzuki Swift, in 7.36.57; secondo Walter Coselli, su Talbot Samba, a 13.74; terzo Riccardo Bianco, su Talbot Samba, a 27.64. Tutti classificati, invece, i dieci partenti della combattutissima classe N1600. Ad imporsi fu Andrea Cenni, su Peugeot 205 Gti, in 7.07.87. Il portacolori della Squadra corse Val d’Elsa precedette di appena 0.26 Luciano Mozan, secondo su Peugeot 205 Gti; e di 0.84 Leonardo Forti, terzo su Lancia Y10 turbo. Al quarto e quinto posto, rispettivamente, si classificarono due velocissimi piloti altoatesini che negli anni seguenti avrebbero scritto pagine memorabili nelle competizioni automobilistiche di velocità in salita: Rudy Bicciato (Perugeot 205 Gti) e Franz Tschager (Volkswagen Golf Gti). I bellunesi Giancarlo Benvenuti (sesto su Peugeot 205 Gti) e Adriano Capraro (settimo su Ford Fiesta Xr2) si lasciarono alle spalle il trevigiano Giorgio Visentin (Ford Escort Xr3), Sandro Molletta (Peugeot 205 Gti) e Claudio Tommazzoli (Ford Escort).
Numeri importanti si registrarono anche nella classe N2000, con diciotto partenti e tredici classificati. Il successo di classe arrise al portacolori della Scuderia Friuli, Roberto Ceccotti, su Renault 5 Gt turbo, in 6.36.24. Ai posti d’onore altre due R5 turbo, quella di Michael Lochmann, secondo a 3.55; e quella di Cornelio Merzi, terzo a 6.40. Lo strapotere della vetturetta francese venne confermato dai piazzamenti di Guido Zanin, quarto; del rallista Massimo Gasparotto, quinto; di Hansjorg Andregassen, sesto; di Gian Maria Sandrini, settimo. L’alfiere della Treviso Corse Dino Pase, su Fiat Ritmo 130, fu ottavo e precedette la Peugeot 205 Gti di Gianni Da Ros, nono; le Fiat Ritmo 130 del padovano Visentin (decimo) e del bellunese “Brik” (undicesimo); la Peugeot 309 Gti dell’udinese Enzo Marcon (dodicesimo) e la Fiat Uno turbo del bassanese Vladimiro Sovrano (tredicesimo). Nella classe N2500 ci furono solo due non classificati, “Padimatteo” e Claudio Mastangelo, mentre il successo andò a Luigi Casagrande, su Lancia Delta HF, con il tempo di 6.43.04. Il pilota dell’Halley Team si lascò alle spalle Claudio Fior, su Bmw M3, a 11.22; il compagno di colori Silvio Tellan, su Alfa Romeo 75, a 12.10; il trentino Pierguido Vanini, su Ford Escort RS, a 40.53. Imponendosi con il tempo di 6.33.08 nella classe N oltre 2500, il portacolori del Bassano Rally Racing Rinaldo Monsorno, su Ford Sierra Cosworth, si aggiudicò il primato anche nel Gruppo N. Il secondo di classe, Alberto Callegaro, della Venezia Corse, su Lancia Delta 4wd, chiuse con un distacco di 19.83.
Nel Gruppo A ci fu un duello sul filo dei centesimi fra il grande Ennio Bisinelli (Volkswagen Golf Gti 1600) e Rampin (Fiat Ritmo 130 2000). Con un vantaggio di 0.56 ebbe la meglio il compianto pilota di Rovereto che non ebbe difficoltà a dominare la classe A1600 davanti a Francesco Pera (Toyota Corolla) e Achille “Eva” Guerrera (Volkswagen Golf Gti). Rampin si “consolò” con la vittoria nella classe A2000 il cui podio fu completato da Mariano Tosetto, su Fiat Ritmo 130, secondo a 4.45; e da Vanni Frigato, su Fiat Ritmo 125, terzo a 14.08. Gli altri piloti classificati furono: Harald Freitag, quarto su Opel Manta; Guido Veneri, quinto su Fiat Ritmo 130; Luigi Carletto, sesto su Opel Manta; Gabriele Alessandri, settimo su Fiat Ritmo 130; Giobbe Florio Mastellotto, ottavo su Opel Manta; Lorenzo Lucchetta, nono su Opel Manta; Renzo De Toffol, decimo su Opel Manta; Roland Gretl, undicesimo su Opel Manta; Stefano Pea, dodicesimo su Fiat Ritmo 125; Antonio Foltran, tredicesimo su Alfa Romeo Alfetta; Otello Viali, quattordicesimo su Alfa Romeo Alfetta; Giancarlo Pica, quindicesimo su Opel Manta; e Alberto Accorsi, sedicesimo su Peugeot 309 Gti. Nella classe più piccola del Gruppo A, la 1150, si affermò Antonio Tomasi, su Fiat 127 Sport, in 7.26.14. In questa classe io partenti furono 12 e i classificati 9 con i conduttori delle Fiat 127 Sport ad avere la meglio su quelli delle Autobianchi A112 Abarth. Tomasi mise in fila: Giorgio Lorenzet, secondo su Fiat 127 Sport, a 6.17; Pietro Rocco, terzo su Fiat 127 Sport, a 7.08; Oscar Moret, quarto su Fiat 127 Sport, a 7.12; Alessandro Turrin, quinto su A112 Abarth, a 12.31; Franco Sandri, sesto su Fiat 127 Sport, a 13.41; Giovanni Luciani, settimo su A112 Abarth, a 16.77; Gino Rainer, ottavo su A112 Abarth, a 23.69; Orazio Paganini, nono su Fiat 127 Sport, a 40.57. Nelle classi A1300 e A1400 gli iscritti furono 8 e l’unico a non gareggiare risultò il trentino Maurizio Eccel. In 1300 l’altoatesino Hermann Mittersteiner, su Volkswagen Polo, stabilì il miglior tempo in 7.14.05. Il podio di classe venne completato da Franco Stefanelli, secondo su Austin Metro, a 5.81; e da Lorenzo Collavo, pure lui su Austin Metro, terzo a 27.16. Quarto si piazzò Massimo Fontana, su Talbot Samba; e quinto Marco Pizzini, con la terza Austin Metro del lotto. Nella classe superiore il successo arrise a Luca Avancini, su Alfa Romeo Alfasud Ti, in 7.20.79. Secondo, a oltre 45 secondi, si classificò Silvano Della Colletta, su Fiat Uno 70 Sx.
Paolo Cantelli, su Porsche 930, fu autore di una bella prestazione che gli consentì di aggiudicarsi il Gruppo B e la classe oltre 3000 (davanti a Graziano Pantaleoni, su De Tomaso Pantera). Con il crono di 5.47.80, che gli valse la nona posizione assoluta, Cantelli fu l’unico concorrente del Gruppo B a completare le due salite in Marmolada sotto il “muro” dei 6 minuti. La classe 1600 consegnò un podio con tre Fiat X1/9: Franz Schreiner, primo in 7.22.96; Giangiorgio Accorsi, secondo a 2.11; “Django”, terzo a 18.35. In classe 2000 il duello in casa Renault fra la R5 turbo di Ausano Biancolin e la R11 turbo di Othmar Rohregger premiò il primo, al via con i colori dell’Halley team. “Padimatteo”, su Alfa Romeo Alfetta Gtv del Jolly Club Milano, dominò in classe 2500 precedendo, nell’ordine, Pietro Da Rin Spaletta (Talbot Lotus) e Francesco Vecchio (Alfetta Gtv). Guglielmo D’Abramo, su Porsche 911 della Città di Vittorio Veneto, regolò Guido Tribbia, su vettura analoga, nella classe 2500. Infine, nelle varie classi della categoria Sport, risultarono vincitori, oltre al primo assoluto Massimo Saccomanno (2000), anche: Guido Sanetti, su AMS Sanetti, classe 1000; Maurilio Degano, su Dallara Mdt, nella classe 1300 (alle sue spalle Giuseppe Crestani, su Dallara Sport; e Giuseppe Viali, su Ams; mentre Romano De Gan, su GiPi Sport Cosworth si ritirò); Roberto Biasioli, su Chevron B23, nella classe 1600; Klaus Trettl, nel gruppo Sport nazionale.

La zampata di Mario Caliceti

La terza edizione della Cronoscalata della Marmolada si disputò il 10 luglio 1988 con l’adesione di ben 157 concorrenti. Il settimanale Autosprint, a proposito della gara organizzata dal Comune di Rocca Pietore, titolò: “Corsa irresistibile del bolognese. La Marmolada chiama Caliceti”. In effetti il dentista emiliano, autore di ventisette assoluti in carriera, rispose stabilendo il nuovo record della salita alla “Regina delle Dolomiti” in 5.04.18, alla bella media di 118,351 km/h. Sul podio assoluto assieme a Caliceti salirono l’emiliano Roberto Curatolo, su Osella Pa12, secondo; e il piemontese Maurizio Roasio, pure su Osella Pa12, terzo; entrambi con esperienze nel CEM, il Campionato europeo della montagna. La ”top ten” assoluta di quell’edizione fu monopolizzata dalle vetture sport (ben 19 ai nastri di partenza). Quarto chiuse Ernesto Saccomanno, su Osella Pa8. Il pilota varesino fu seguito da Nello Gnesato, quinto su Osella Bmw; “Kabibo”, sesto su Osella Pa8; dal vincitore delle prime due edizioni Massimo Saccomanno, passato alla Lucchini Sn 268, settimo; dal trentino Roberto Biasioli, ottavo su Chevron B23; da Gianmaria Castelli, nono su Lucchini; da Klaus Trettl, decimo su Lucchini.
Fra i protagonisti del Gruppo N ebbe la meglio l’alfiere dell’Adamello Racing Pietro Tosini, su Ford Sierra Cosworth. Con il suo tempo di 6.02.33 Tosini prevalse anche nella classe oltre 2500 e si lasciò alle spalle, di appena 1.70, il friulano Gianni Di Fant, su Lancia Delta Integrale; mentre più staccati furono Giuseppe Saccomanno (Lancia Delta integrale), Busana (Lancia Delta 4wd) e Foti (Lancia Delta integrale). Nella classe 1000 si sfidarono, a bordo delle piccole Fiat Panda 45(!), i piloti della Scuderia Mendola Erwin Morandell, che si impose in 9.46.16, e Josef Darocca, staccato di oltre 15 secondi. Ben 19, invece, furono i piloti che si diedero battaglia nella classe N1150, in pratica un “monomarca” Autobianchi A112 Abarth. Il successo andò all’agordino di Falcade, portacolori dell’Halley Team, Michele Fenti con il tempo di 7.50.17. Fenti cancellò l’amarezza per il ritiro dell’anno precedente mettendo in fila: Mauro Bottura, secondo a soli 14 centesimi; Angelo Adamoli, terzo a 1.19; e poi, nell’ordine. Antonio Liber, Giancarlo Bonini, Mario Dominutti, Delia De Florian, Giancarlo Tosini, Saverio Conci, Josef Guflerr, Andrea Bosetti, Franco Salmaso, Herbert Schullian, Nadia Galvan, Mario Mastellotto, Mauro Giustozzi, Carmen Bertagnolli e Luca Ghegin. Sul podio della classe N1300 salirono Gianni De Sabbata, primo su Citroen Ax Sport, in 7.02.01; Luciano Mozzan, secondo su Citroen Ax Sport; Nazzareno Ambrosi, terzo su Suzuki Swift. Nella classe N1600 uscì di scena il possibile vincitore Rudy Bicciato (Peugeot 205 Gti). Ad imposri fu allora Andrea Cenni, su Peugeot 205 Gti, davanti all’altra 205 Gti di Ferdinando Cucchi, alla Toyota Corolla di Giobbe Florio Mastellotto, all’altra 205 Gti di Franco Sandri e alla Fiat Ritmo 105 Abarth di Arrigo Da Col. La Y10 turbo di Enzo Gottardi non risentì per nulla degli effetti dell’altitudine alla quale si sviluppava il tracciato della Marmolada. Con il tempo di 6.55.00 Gottardi si aggiudicò la classe N2000 con 1.43 di vantaggio su Gianni Da Ros (Peugeot 205 Gti) e 3.88 su Dino Pase (Fiat Ritmo 130 Abarth.
Ai piedi del podio si classificò il bellunese Giorgio Moritsch, su Peugeot 205 Gti. In seguito, Moritsch si fece conoscere nei rally con lo pseudonimo di “Gatto Silvestro”. Purtroppo, Giorgio, generoso sostenitore delle campagne per la lotta alla fibrosi cistica, se ne è andato il 16 giugno 2008, sconfitto da un male terribile contro il quale aveva lottato con grande forza e dignità. In quanti gli furono vicini ed amici ha lasciato un vuoto che nemmeno lo struggente, incancellabile ricordo dei tanti momenti belli trascorsi in compagnia, a bordo di una vettura da corsa o sulla strada a seguire una gara, riesce a colmare.
Dal quinto al dodicesimo posto di quella popolata classe N2000 figurarono: Roberto Busso, Fiat Ritmo 130 Abarth; Fabrizio Alloro, navigatore di rally, su Fiat Ritmo 130 Abarth; Federico Busetto, Peugeot 205 Gti; Antonio Cogo, Fiat Ritmo 130 Abarth, “Brik”, quell’Achille Selvestrel che ha preso generosamente in mano l’organizzazione di Rally Bellunese e cronoscalata Alpe del Nevegal, su Fiat Ritmo 130 Abarth; Gianpaolo Colladon, su Fiat Ritmo 125 Abarth; Cristina Tormen, su Fiat Ritmo 130 Abarth; Alberto Accorsi, su Peugeot 309 Gti. La classe 2500 fu appannaggio di Gennaro Zadra, su Bmw M3, in 6.23.05. Secondo risultò Michael Lochmann, su Renault 5 Gt turbo, a 2.31; terzo Achille Guerrera, per l’occasione in gara senza lo pseudonimo “Eva”, su Renault 5 Gt turbo, a 2,54. Fuori dal podio di classe si piazzarono, nell’ordine: le quattro Renault R5 Gt turbo di Roberto Ceccotti, Cornelio Merzi, Adelchi Finotello e Stefano Pea; la Fiat Uno turbo di Roberto Piatto, altre due R5 Gt turbo di Tiziano Ciscato e Paolo Antonello; l’altra Fiat Uno turbo di Luigi Corazza e le restanti due R5 Gt turbo di Gian Maria Sandrini e Gianfranco Dal Piaz.
Il Gruppo A andò al vicentino Gianpaolo Basso, su Alfa Romeo 75, vincitore della classe oltre 2500, davanti a Pierluigi “Peter” Fuganti, su Fiat Ritmo 130 Abarth, vincitore della classe 2000. La classe A1150, come consuetudine in quegli anni, si risolse in una sfida “monomarca” fra sette Autobianchi A112 Abarth, ma Giovanni Luciani e Gino Rainer non figurarono fra i classificati. La classe andò a Giorgio Ferretti che precedette Marcello Lizzio, Roberto Deletta, Alessandro Turrin e Adone Pace. In N1300 la parte del leone la fecero le Talbot Samba: quelle di Giuseppe Sfreddo e Giovanni Serena, primo e secondo; quella di Fabio Baietti, quarto, alle spalle di Loris Pellanda, su Austin Metro. Antonio Tomasi, su Fiat Uno, dovette alzare bandiera bianca di fronte allo strapotere delle Alfasud che occuparono tre die quattro posti della classifica della classe A1400. Ad imporsi fu il trentino Carlo Marchi, con la versione Sprint della vettura del Biscione costruita a Pomigliano d’Arco. Secondo, con l’Alfasud “berlina”, chiuse Luca Avancini che si lasciò alle spalle l’attuale presidente della Vimotorsport e Amedeo Pangotti, con un’altra Alfa Romeo Alfasud Sprint. Sul podio della classe A1600 salirono: Lucio Stolli, primo su Audi 1600 Gte; Francesco Pera, nuovamente secondo su Toyota Corolla; e Lorenzo Collavo, terzo su Alfasud Sprint.
Come accennato, il portacolori della Scuderia Trentina Pierluigi “Peter” Fuganti, su Fiat Ritmo 130 Abarth, conquistò l’affollatissima classe A2000 che registrò ben ventidue iscritti e quattordici classificati. Sul podio con Fuganti salirono anche altre due Fiat Ritmo 130 Abarth: quella di Ezio Valbruccioli, della Piloti Bandini, secondo a 1.72; e quella di Gino Vattolo, del Team Michiali, terzo a 9.83. Le posizioni dalla quarta alla quattordicesima di classe furono occupate, rispettivamente dalle Fiat Ritmo 130 Abarth di Daniele Negrente, Sandro Giacomelli, Mariano Tosetto e Hubert Gasser; dalla Volkswagen Golf Gti di Adriano Dan, dalle Opel Manta Gte di Albino Togn e Franco Gudolin; dalla Alfa Romeo Alfetta Gtv di Antonio Foltran; dall’Opel Manta di Renzo De Toffol; dalla Fiat Ritmo 125 Abarth di Bruno Menegon e dalla Opel Manta Gte di Mirco Cortina. Nella classe A2500 si impose senza troppi problemi Federico Mantellini, su Alfa Romeo 75, davanti alle Fiat Uno turbo di Dario De Bona e Massimo Gasparotto. Come accennato Gianpaolo Basso, che nel 1992 si sarebbe aggiudicato la settima edizione del Rally Bellunese, dominò la classe A oltre 2500 staccando Umberto Cittadini, su Ford Sierra Cosworth; Paolo Marcon, su Ford Escort RS; le due Ford Sierra Cosworth di Claudio Fior e di “Eagle”.
Le varie classi del Gruppo B, vinto da Ausano Biancolin, su Renault R5 turbo, furono appannaggio di: Roberto Tarozzi, su Fiat X 1/9, la 1600 (davanti alle vetture gemelle di Giangiorgio Accorsi e Luca Sanetti); Pietro Da Rin Spaletta, su Opel Manta 2.0, la 2000; Ausano Biancolin la 2500 (davanti a Othmar Rohregger, su R5 turbo; e alle Alfa Romeo Gtv di Danilo Sportelli e Francesco Vecchio); Guglielmo D’Abramo, su Porsche 911 la 3000 (davanti a Matteo Olivo, pure su Porsche 911); Graziano Pantaleoni, su De Tomaso Pantera, la oltre 3000 (con alle spalle Pietro Balestra, su Lancia 037). Nella categoria Sport si imposero: Guido Sanetti, su Sanetti, nella classe 1000; Romano De Gan, su GiPi Cosworth, nella 1300 (precedendo Gianantonio Groff, su Ams); Roberto Biasioli, su Chevron B23, la 1600; Gian Maria Castelli, su Lucchini, la Sport Nazionale. Alle sue spalle Kalus Trettl, su Lucchini; Giancarlo Ronchi, su Symbol Alfa Romeo; e Gianni Battocchio, su Lucchini.

A sorpresa Curatolo mette tutti in fila

Oltre 10 mila persone assistettero alla quarta Cronoscalata della Marmolada, valida per la Coppa Csai della montagna 2^ zona. Il 9 luglio 1989 furono ben 165 i concorrenti classificati al termine delle due manche di gara; gli iscritti erano stati 195. La competizione fu leggermente disturbata dal maltempo, ma si confermò come appuntamento irrinunciabile nel panorama delle salite. Sfruttando le defezioni di Baribbi e Casasola e le prestazioni opache di Caliceti e Tambone, Roberto Curatolo, su Osella Pa12 Bmw, compì un capolavoro aggiudicandosi la corsa con il tempo di 5.12.22, alla media di 115,303 km/h. Pur lontano dal record dell’anno precedente realizzato da Caliceti, il bravo pilota emiliano staccò di quasi 3 secondi il valido Giuseppe Tambone, su Osella Pa9, secondo; e di oltre 6 il piemontese Maurizio Roasio su Osella Pa12. Soltanto ai piedi del podio si fermò la corsa di Mario Caliceti. Il bolognese della Osella Pa9 si lasciò alle spalle Stefano Bettoni, su Osella; Massimo Saccomanno, su Lucchini; Klaus Trettl, su Lucchini; Nello Gnesato, su Osella Pa9; Vincenzo Zanini, su Osella; Gianni Di Fant, su Ford Sierra Cosworth, vincitore del Gruppo N e della classe N oltre 2500. Alla quarta edizione della Cronoscalata della Marmolada si registrò anche il record di partecipazioni femminili: ben sette le pilotesse che si cimentarono in corsa nelle classi più piccole del Gruppo N. Monica Zampedri, su Autobianchi A112 Abarth, Scuderia Trentina, fu settima in classe N1150 precedendo Carmen Bertagnolli, Scuderia dolomiti, ottava e qualcosa come dodici colleghi maschi. La “veterana” Nadia Galvan, su Peugeot 205 rally, segnò l’ottavo tempo nella classe N1300. Immediatamente alle spalle della pilotessa della Scuderia Dolomiti, nona, chiuse le due salite al Passo Fedaia Maria Rodler, portacolori della scuderia Trentina. In questo speciale monomarca femminile Peugeot 205 rally, vanno ricordati l’undicesimo posto di Delia De Florian, della Scuderia Dolomiti; il sedicesimo di Cristina Tormen, della Scuderia 3 Cime Città di Belluno; e il diciassettesimo di Paola Guidolin, della Scuederia Città di Castelfranco. Da guinness dei primati anche il distacco di un centesimo che, nella classe A1300, vide prevalere Marco Zanella su Ladislav Kobec con Cornelio Merzi, terzo, a 0.41 dal vincitore!
Questi i podi delle varie classi. N1150: 1. Giancarlo Bonini, Car Racing, in 7.48.40; 2. Franco Laghi, Scuderia Dolomiti, a 1.92; 3. Stefano Zuech, Scuederia Trentina, a 6.46 tutti su Autobianchi A112 Abarth. N1300: 1. Dino Pase, Vimotorsport, in 7.03.53; 2. Mauro Bottura, Scuderia Trentina, a 2.34; 3. Luciano Mozan, Scuderia Città di Trieste, a 6.27 tutti su Peugeot 205 rally. N1400: 1. Sandro Savio, Halley Team, Talbot Samba, in 7.38.53; 2. “Snlby” Niederjaufner, Scuderia dolomiti, Alfa Romeo Alfasud, a 1.95; 3. Johann Gufler, Racing Team Merano, Fiat Uno, a 3.79. N1600: 1. Roberto Ceccotti, Scuderia Friuli, Peugeot 205 Gti, in 7.00.63; 2. Franco Stefenelli, Honda Civic, a 1.07; 3. Davide Cantarutti, Red White, Peugeot 205 Gti, a 14.35. N2000: 1. Amgelo Denale, Squadra Corse Verona, Fiat Ritmo 130, in 6.42.31; 2. Gianfranco Fanini, Città di Schio, Fiat Ritmo 130, a 5.47; 3. Valentino Valentini, Peugeot 205 Gti 1.9, a 8.36. N2500: 1. Roman Schweigkofler, Racing Team Merano, in 6.18.80; 2. Sandro Giacomini, Scuderia Friuli, a 0.80; 3. Paolo Antonello, Città di Schio, a 1.50 tutti su Renault R5 Gt turbo. N oltre 2500: 1. Gianni Di Fant, Pordenone Corse, in 5.58.04; 2. Werner Eberhofer, Scuderia Venosta, a 0.56; 3. Roland Gratl, Racing Team Merano, a 4.12 tutti su Ford Sierra Cosworth.
A1150: 1. Roberto Devetta, Scuderia Città di Trieste, in 7.15.78; 2. Emidio Carpani a 0.99; 3. Giorgio Ferretti, Car Racing, a 5.57 tutti su Autobianchi A112 Abarth. A1300: 1. Marco Zanella, Scuderia Trentina, Volkswagen Polo, in 6.54.85; 2. Ladislav Kobec, Scuderia Città di Trieste, Citroen Ax Sport, a 0.01; 3. Cornelio Merzi, Biesse Corse, Peugeot 205 Rally, a 0.41. A 1400: Pietro Rocco, Vimotorsport, Fiat Uno 70, in 7.17.81; 2. Antonio Tomasi, Vimotorsport, Fiat Uno 70, a 6.15; 3. Ivano Faitelli, Scuderia Trentina, Alfa Romeo Alfasud, a 9.54. A1600: 1. Francesco Pera, Scuderia Trentina, Toyota Corolla, in 6.24.15; 2. Lorenzo Collavo, Halley Team, Alfa Romeo Alfasud Sprint, a 25.60; 3. Luigi Bolzan, scuderia Città di Castelfranco, Peugeot 205 Gti, a 1.03.22. A2000: 1. Ennio Bisinelli, Scuderia Città di Castelfranco, Volkswagen Golf Gti 16v, in 6.04.33; 2. Sandro Giacomelli, Scuderia Valfiemme, Fiat Ritmo 130, a 2.18; 3. Daniele Negrente, Scuderia Città di Schio, Volkswagen Golf Gti a 6.20. A2500: 1. “Padimatteo”, Jolly Club Milano, Alfa Romeo 75, in 6.12.93; 2. Guglielmo D’Abramo, Vimotorsport, Bmw M3, a 5.26; 3. Franco Klancnik, Fiat Uno turbo, a 21.45. A oltre 2500: 1. Stefano Bosco, Vimotorsport, Ford Sierra Cosworth, in 6.02.86 (vincitore del Gruppo A); 2. Silvio Tellan, Halley Team, Alfa Romeo 75 Evoluzione, a 16.20; 3. Luigi Casagrande, Halley Team, Alfa Romeo 75 turbo, a 22.95.
B1600: 1. Franz Schreiner, Scuderia Motor Jolly, Fiat X1/9, in 6.59.34; 2. Anton Geier, Scuderia Mendola, Fiat X1/9, a 5.55; 3. Renzo Pitton, Pordenone Corse, Peugeot 104 Zs. B2500: 1. Ausano Biancolin, Conegliano Corse, in 6.21.15; 2. Antonio Zocatelli, Motor Jolly; a 4.22; 3. “Calimero”, Mogliano Corse, a 14.51 tutti su Renault R5 turbo. B3000: 1. Flavio Viganò, Scuderia San Marco, Porsche 2.7, in 6.42.61; 2. Claudio Fior, Scuderia Città di Castelfranco, Porsche 911, a 5.32. B oltre 3000: 1. Graziano Pantaleoni, Hornet Corse, De Tomaso Pantera, in 6.46.21. Sport 1000: 1. Sanetti, Motor Jolly, Sanetti, in 6.57.81. Sport 1300: 1. Romano De Gan, Halley Team, GiPi Cosworth, in 5.58.93; 2. Maurilio Degano, Dallara, a 22.44; 3. Sandro Lipparini, Motor Jolly, Ams, a 1.04.7. Sport 1600: 1. Roberto Biasioli, Scuderia Trentina, Chevron B23, in 6.36.64; 2. Adriano Dan, Scuderia Trentina, Osella, a 2.24. Sport 2000: 1. Giuseppe Tambone, Valcamonica Corse, Osella Pa9, in 5.15.11; 2. Maurizio Roasio, Scuderia San Marco, Osella Pa12, a 3.67; 3. Mario Caliceti, Boschi Racing Team, a 27.09. Sport 2500: 1. Roberto Curatolo, Boschi Racing Team, Osella Pa12, in 5.12.22; 2. “Kabibo”, Halley Team, Olmas, a 55.30; 3. Giancarlo Ronchi, Conegliano Corse, Symbol Valle, a 1.55.07. Sport Nazionale: 1. Klaus Trettl, Scuderia Dolomiti, Lucchini, in 5.52.41; 2. Vincenzo Zanini, Scuderia del lario, Osella, a 3.74; 3. Luigi pellanga, Scuderia Città di Castelfranco, Symbol, a 38.48.

Inizia la parabola discendente

Raggiunto l’apice della popolarità e della partecipazione, la Cronoscalata della Marmolada subì un repentino ridimensionamento. Per motivi organizzativi la competizione non fu più organizzata per qualche anno, tanto che gli organizzatori persero la validità per la Coppa Csai della montagna come previsto dalle normative sportive. La quinta edizione della corsa venne ripresentata nel calendario delle gare nazionali il 25 settembre 1994. Cinque anni di pausa e la mancanza di titolazioni, nonostante il grande impegno degli appassionati locali, pesarono non poco sull’interesse dei piloti che risposero freddamente al coraggioso tentativo degli organizzatori rocchesani. Probabilmente fu un segnale, il primo, che il cammino della Cronoscalata della Marmolada, la corsa in salita più alta d’Europa, aveva imboccato la via dell’inesorabile declino.
Mario Caliceti, su Osella Pa9 non ebbe difficoltà ad aggiudicarsi la gara e a scrivere per la seconda volta il proprio nome nell’Albo d’oro. Con il tempo di 5.16.89, il dentista bolognese ebbe la meglio su “Kabibo”, secondo su Olmas Sport a 13.48; e sul bresciano Nello Gnesato, terzo su Osella a 13.73. Al di là del valore dei singoli, i nomi dei piloti che completarono le prime dieci posizioni della classifica finale testimonia come l’edizione della ripresa della cronoscalata della “Regina delle Dolomiti” fu sicuramente in tono minore: quarto Franco Bettoni, su Osella Pa9 Bmw;  quinto Ennio Bisinelli, su Bmw M3; sesto Giancarlo Ronchi, su Symbol Cbt; settimo Adriano San, su Osella; ottavo Carlo Marchi, su Lucchini; nono Ivano De Pellegrini, su Volkswagen scirocco Gti; decimo Ivano Cenedese, su Renault 5 Gt turbo.
Meritano di essere ricordati i concorrenti classificati di quella gara. N1300: 1. De Bastiani in 7.12.04; 2. Cescato a 4.53; 3. Frenes, Peugeot 106, a 12.82; 4. Soravia a 13.16; 5. Tomasi a 24.0; 6. Da Rold a 24.09 tutti gli altri su Peugeot 205 Rally. N1600: 1. Michele Fenti, Peugeot 206 5 Gti, in 6.50.23; 2. Blasone, Peugeot 205 Gti, a 13.50; 3. Mastellotto, Opel Corsa Gsi 16 v, a 21.16; 4. D’Incà, Alfa Romeo 33, a 33.46; 5. De Toffol, Alfa Romeo 33, a 1.02.46; 6. Da Rin Spaletta, Alfa Romeo 33 4×4, a 1.06.48. N2000: 1. Neuhauser, Oepl Astra Gsi 16v, in 6.23.77; 2., Reifer, Opel Kadett Gsi 16v, a 10.19; 3. Marchiol, Opel Astra Gsi 16 v, a 27.09; 4. Cemin, Peugeot 309 Gti 16v, a 27.90; 5. Da Ros, Peugeot 309 Gti 16v, a 35.73. N2500: 1. Cenedese, in 6.05.64; 2. “Eva” a 1,94; 3. Argenta a 24.48 tutti su Renault 5 Gt turbo. N oltre 2500: 1. Capraro in 6.07.70; 2. De Bona a 8.70; 3. Gasperin, Lancia Delta integrale, a 13.91 gli altri su Lancia Delta HF. A1300: 1. Viel, Peugeot 205 rally, in 7.31.78. A1400: Pavan, Fiat Uno 70, in 7.38.72. A1600: 1. Saviane, Opel Corsa Gsi, in 6.22.66; 2. Speranza a 17.91; 3. Collavo a 31.04; 4. Fiabane a 48.30 tutti gli altri su Alfa Romeo 33. A2000: 1. De Pellegrini, Volkswagen Scirocco Gti, in 6.02.12; 2. Daminato Volkswagen Golf Gti, a 9.78; 3. Tosetto, Opel Kadet Gsi 16v, a 16.17; 4. “Brik”, Peugeot 309 Gti 16v, a 17.76; 5. Pace, Volkswagen Golf Gti 16v, a 35.15. A2500: 1. Bisinelli, Bmw M3, in 5.35.65; 2. Bolognani, a 54.94; 3. Anastasio, a 1.15.79 gli altri su Fiat Uno turbo. Prototipi C3 Classe 2000: 1. Caliceti, Osella Pa9, in 5.16.69; 2. Gnesato, Osella, a 13.73; 3. Bettoni, Osella Pa9 Bmw, a 14.89; 4. Dan, osella, a 32.19. Classe 2500: 1. “Kabibo”, Olmas Sport, in 5.30.37. Protoripi nazionali. Classe 2500: 1. Marchi, Lucchini, in 5.55.24.

La tragica sesta edizione

L’8 luglio 1995 si scrisse la pagina più triste della Cronoscalata della Marmolada. Tornata ad essere valida per la Coppa Csai della montagna prima zona, dopo la ripresa dell’anno prima, la corsa della “Regina delle Dolomiti” si arrestò bruscamente, anche per una serie di sfortunate circostanze. Verso le 18, mentre era in corso il secondo turno di salite di prova delle vetture Sport prototipo, la Symbol Alfa Romeo 2000 condotta da Fabio Valle, probabilmente per un guasto meccanico, percorrendo il lungo rettilineo della strada del Passo Fedaia, sbandò uscendo di strada. Purtroppo, la corsa senza controllo della vettura finì per travolgere due ignare ragazze che stavano camminando in una zona posta sotto il piano stradale. Nell’impatto perse la vita Fabiola Bellenzier, 34 anni di Alleghe (BL) e rimase seriamente ferita l’amica che si trovava con lei, Sonia Da Rech, 25 anni. Illeso il pilota. Le prove furono immediatamente sospese e l’evento annullato. A seguito di quel tragico, sfortunato incidente, alcuni uomini delle forze dell’ordine in servizio quel giorno finirono sotto processo e successivamente prosciolti. La voglia degli organizzatori di riproporre la Cronoscalata della Marmolada come evento sportivo di livello e di richiamo per il turismo venne stroncata sul nascere e per lunghi anni non si parlò più, se non nei ricordi, di quella che un po’ pomposamente era stata presentata come “la cronoscalata più alta d’Europa”.

La settima edizione mai andata in porto

Nel 2012, a diciassette anni dalla tragica scomparsa di Fabiola Bellenzier, venne messa in calendario la settima edizione della Cronoscalata della Marmolada. Per uno scherzo del destino la corsa si sarebbe dovuta disputare l’8 luglio, lo stesso giorno che tanti anni prima aveva portato dolore e lutto. Il Comune di Rocca Pietore, sempre in prima fila, sostenuto dall’Automobile club Belluno, si affidò alla VR Autoracing per l’organizzazione. Tutto sembrava filare per il meglio, tanto che l’evento venne anche ufficialmente presentato spendendo i nomi di Mario Caliceti e Tiziano Ferrais quali possibili protagonisti. Poi, il colpo di scena, per altro non del tutto inatteso, considerate alcune lacune riscontrate nell’allestimento del percorso di gara, in particolare per quanto concerne gli allestimenti di sicurezza. Il 3 luglio, il martedì precedente la gara, venne ufficializzato dagli organizzatori l’annullamento della Cronoscalata della Marmolada, per carenza di iscritti. La decisione, legittima anche se sicuramente tardiva, fece molto discutere. VR Autoracing cercò di addossare la responsabilità del flop all’autorità sportiva che aveva imposto la data dell’8 luglio, ad una sola settimana dalla classicissima Trento-Bondone, anziché il 15 luglio come richiesto. Andò come andò, fatto sta che la settima edizione della Cronoscalata della Marmolada rimase sulla carta e la data dell’8 luglio ne ha segnato per sempre la storia.

Photo: ©Firenzo Vaccari,Foto Riva, Edr