Fiori Barp visita la “nobile” Cordignano

Il Cordignano, società cui domenica i blu arancio del Fiori Barp andranno a far visita (campo comunale di via Pierre De Coubertin, fischio d’inizio alle 14.30) per il tredicesimo turno d’andata del campionato di Prima categoria, è una delle tre “nobili” che in questa stagione militano nel girone G. I rossoblu della presidentessa Simonetta Botteon, assieme al Santa Lucia e al Caerano, in passato hanno militato nel campionato di Serie D. I trascorsi “più che nobili” del club trevigiano è confermato anche dalle esperienze in Eccellenza e Promozione, i massimi campionati dilettantistici regionali. Ricordato che il sodalizio trevigiano vanta ben 71 anni di storia (essendo stato fondato nel 1947, per iniziativa dell’allora sindaco del paese, Ruggero Allegranzi che divenne anche il primo presidente) e che l’undici allenato da Michele Da Fre occupa attualmente la terza posizione in classifica con 25 punti (frutto di 8 vittorie, 1 pareggio, 3 sconfitte, 23 reti segnate e 15 incassate), rimane da aggiungere che gli unici due precedenti di campionato con il Fiori Barp risalgono alla stagione 1984-85 con un successo casalingo per parte.

Vittoria di misura e batosta solenne

Era la quinta giornata del campionato di Seconda categoria 1984-85 quando, al “Giovanni XXIII” di Mas, il Fiori Barp affrontò per la prima volta nella sua storia il Cordignano. L’avvio di stagione dei blu arancio neopromossi, dopo nove stagioni trascorse in Terza categoria e grazie al secondo posto ottenuto la stagione precedente nel girone A del campionato provinciale, alle spalle del Calalzo e davanti all’Igne e all’Agordina, non era stato dei più semplici, anzi. I ragazzi allenati da Bruno Tesan, ex “gregario di sicuro affidamento” nel Belluno che era approdato in Serie C sotto la guida di Eros Beraldo, avevano esordito impattando 2-2 ad Orsago, ma poi erano incappati in due pesanti rovesci: 1-4, in casa, con il Calalzo (a segno Baldovin, Dalla Mura, Peverelli, De Donà e De Bon); 4-0 ad Ogliano, in casa del Silca. Una settimana prima di affrontare il Cordignano, sempre a Mas, il Fiori Barp si era “tirato su una costa” liquidando 3-0 il Livenza con doppietta di De Donà e centro di Moretti. Quel giorno, al termine di una sfida non bella, ma molto intensa, l’uno a zero con cui furono regolati i rossoblu trevigiani fu salutato con grande soddisfazione perché regalò il quinto punto in classifica, dopo le prime cinque giornate di campionato: rullino più che dignitoso per una matricola. Purtroppo, la stagione blu arancio subì una decisa involuzione dopo il giro di boa di metà stagione. Dopo aver rimediato tre battute d’arresto con il minimo scarto con Calalzo, Silca Ogliano e Livenza, a Cordignano, alla quinta di ritorno, il Fiori Barp patì un autentico tracollo rimediando un solenne 7-0 che, a distanza di anni e di tanti campionati, rimane uno dei più pesanti rovesci subiti in quasi sessanta anni di storia calcistica.

Personaggi storici

Lo stadio comunale di Cordignano che domenica ospiterà la partita fra i rossoblu locali e i blu arancio di Alessandro De Battista è intitolato a Emidio Chiaradia e si trova nella via Pierre de Coubertin. Si tratta di due personaggi storici di un certo rilievo. Emidio Chiaradia, politico ed amministratore pubblico, nacque a Caneva di Sacile, allora provincia di Udine, il 15 aprile 1839. Ancora studente universitario all’Ateneo di Padova, Chiaradia si arruolò volontario nel 2° reggimento granatieri dell’esercito piemontese per partecipare alla campagna del 1859. Conclusa la seconda guerra d’indipendenza, Chiaradia si laureò in giurisprudenza e dal 1862 al 1869 prestò servizio nell’amministrazione provinciale divenendo consigliere di prefettura. Eletto per la prima volta alla Camera nelle elezioni suppletive del 15 agosto 1883, fu ininterrottamente deputato del terzo collegio di Udine e Pordenone dalla XV alla XX legislatura (1883-1900). Alla Camera sedette a destra; aderì alla politica trasformistica di Depretis e con Crispi fece parte della maggioranza governativa. Il pedagogista e storico parigino, di antiche origini italiane, Pierre de Frédy, barone di Coubertin, è considerato il padre fondatore dei moderni Giochi olimpici. Sin dalle sue prime attività in ambito educativo è sempre stato tra i maggiori sostenitori di una corretta disciplina sportiva, da inserire all’interno di qualsivoglia programma pedagogico. Al suo nome è legata la famosissima frase “L’importante non è vincere ma partecipare“. In realtà de Coubertin enunciò la frase citando il vescovo Ethelbert Talbot, che a sua volta la pronunciò riadattando quella di un filosofo greco, il quale disse: “L’importante non è vincere, ma partecipare con spirito vincente“.

I bellunesi di Cordignano

Non sono pochi i calciatori bellunesi che in passato hanno indossato con onore la maglia del Cordignano. Ne citiamo tre: Simone Bertagno, piedino illuminato del Belluno di Serie D; Enrico Barp, ex Feltrese, ex Sedico e figlio di Riccardo “Brik”, a sua volta ex giocatore nelle file del Fiori Barp degli anni ruggenti; Luca Monti, attaccante cadorino di Pieve che ha militato anche con Rivignano, Sacilese, Sanvitese, Mezzocorona, Real Vicenza e Triestina.

Un ritorno sciagurato

Non fu una annata fortunata quella che il Fiori Barp giocò in Seconda categoria nel 1984-85. Al termine di un girone d’andata non disprezzabile per una neopromossa (ai già citati successi su Livenza e Cordignano si aggiunsero quelli con Pro Corbanese, gol partita di Benvegnù; in casa dell’Alpina Sargnano, 1-3 firmato da De Donà, M. Da Rold, Bristot e Pinton; e con il Tarzo, 3-2 con reti di Moretti, De Donà, autorete di Possamai, Ben e Trinca), chiuso a 13 punti, avvenne il patatrack. Pareggiata in rimonta la sfida con l’Orsago alla prima di ritorno, i blu arancio inanellarono ben 11 sconfitte di fila prima di tornare a vincere (1-0 alla Collumbertese) e di salutare la categoria con un pesante 6-0 in quel di Tarzo. Il purgatorio in Terza categoria provinciale sarebbe durato per altre sei stagioni poi, dal 1991-92 iniziò la riscossa, culminata con la prima, storica promozione in Prima categoria, ottenuta al termine del campionato 1998-99 dall’undici allenato da Dario Capraro.