Fiori Barp. Domenica big match con il San Martino Colle

La penultima giornata d’andata del girone G di Prima categoria propone domenica, alle 14.30, al “Giovanni XXIII” di Mas, l’interessantissima sfida fra i padroni di casa del Fiori Barp e il San Martino Colle. Appaiate a 21 punti in classifica, entrambe a ridosso della zona play-off, le due compagini sono reduci da una vittoria importante: i blu arancio di De Battista e Fant hanno espugnato il campo di Cordignano, terza forza del girone; l’undici di Agostino Bottega, ex “cervellone” del centrocampo di Longarone e Belluno, ha piegato in casa, di misura (2-1), il fanalino di coda San Gaetano. I precedenti di campionato fra Fiori Barp e San Martino Colle sono due e risalgono alla Seconda categoria 2015-2016 con un successo casalingo per parte firmato da Michele Simone per i blu arancio e da De Conti per i trevigiani. Ma la “storia” delle sfide fra i due club è ben più articolata.

Un club di grandi tradizioni

Il San Martino Colle, nato nella stagione 2009-2010 per iniziativa di un gruppo di ex giocatori delle due squadre originarie, rappresenta una tradizione calcistica “antica” e molto ben radicata nella zona collinare fra Vittorio Veneto e Conegliano in cui sorgono Colle Umberto, il comune capoluogo; e San Martino, la sua unica frazione. La prima squadra di calcio della zona a far parlare di sé fu la Collumbertese, allora abbinata alla Ormet, nel 1957. Il sodalizio di Colle Umberto raggiunse la Prima categoria, massimo traguardo sportivo, alla fine degli anni ’80. E’ datata 1966, invece, la nascita del San Martino che si affiliò alla Figc nel 1968 sotto la spinta trascinante ed illuminata del parroco don Antonio Rosolen. Dal fiorente settore giovanile del club emerse Celeste Pin, che in diciassette anni di carriera professionistica ha indossato le maglie di Perugia, Fiorentina, Verona e Siena. L’undici di San Martino seppe ben figurare in tutte le categorie, fino a toccare l’apice con l’approdo in Promozione. Nella stagione sportiva 2000-2001 San Martino Di Tre Italia e Collumbertese Ormet si fusero nell’Unione sportiva SanMartinoCollumbertese che, nelle cinque stagioni di attività militò sempre in Promozione. Nella stagione 2005-2006 si registrò un’altra fusione, quella fra SanMartinoCollumbertese e Vittorio Veneto che diede vita al Vittorio Veneto S.M. Colle. Il Vittorio Falmec S.M. Colle è tutt’ora impegnato nel campionato di Eccellenza.

La doppia sfida in Seconda nel 1973-1974

La prima formazione che ha dato vita al San Martino Colle ad aver incontrato il Fiori Barp fu la Collumbertese. Nel campionato di Seconda categoria 1973-1974, che i trevigiani conclusero con la promozione, l’undici blu arancio, nelle cui file militavano, fra gli altri, Maurizio Dall’Asen, Walter De Dea, Aldo Borsato, Roberto Cisco, Paolo Mezzacasa, Floris Vedana, venne sconfitto in trasferta nella nona giornata d’andata. Nel girone di ritorno, al “Giovanni XXIII”, il risultato finale fu di zero a zero. In quello stesso campionato, alla tredicesima e penultima giornata d’andata, il Fiori Barp fu sconfitto 2-1 dal San Martino. I giallo-viola trevigiani si portarono sul doppio vantaggio con Bottecchia e Chies. La rete di Cassol servì solo a dimezzare il passivo. Nella gara di ritorno, dopo aver ottenuto solo un successo a tavolino sul Vitt’66, il Fiori Barp colse un successo “vero”, restituendo il 2-1 dell’andata ai trevigiani. La classifica finale del campionato recitò: Collumbertese 45, Longarone 42, Vitt’66 37, San Giorgio 36, San Martino 33, Zumellese 28, Francenigo e Alpago 26, Gaiarine, San Michele Salsa e Orsago 23, Follinese e Fiori Barp 22, Cavarzano 18, Castion 16.

Quattro sfide anche nella stagione 1984-1985

A dieci anni di distanza, il nuovo incrocio con San Martino e Collumbertese non fu particolarmente brillante per il sodalizio di Mas. Nel campionato di Seconda categoria 1984-1985, che i blu arancio affrontarono da neopromossi dopo aver ottenuto il secondo posto, alle spalle del Calalzo, nel campionato provinciale di Terza categoria della stagione precedente, il trend negativo dei bellunesi si allungò. Nel girone d’andata, i ragazzi diretti dall’ex Belluno, Bruno Tesan, persero di misura sia a San Martino (1-0) che a Colle Umberto (3-2). Nel ritorno il San Martino bissò, anche nel punteggio, il successo dell’andata, mentre nella penultima giornata di campionato, prima della debacle di Tarzo (6-0 e retrocessione in Terza) l’undici blu arancio ebbe un’impennata d’orgoglio imponendosi 1-0 sulla Collumbertese.

Doppio kappaò nel primo campionato di Prima

All’esordio nel campionato di Prima categoria, nella stagione 1999-2000, il Fiori Barp ritrovò fra i propri avversari la Collumbertese. Il 14 novembre 1999, ottava giornata d’andata, la formazione trevigiana, allenata da Arnosti, violò il rettangolo del Pra Cappello di Gron con una rete a due minuti dal 90’ di Tomasella. Riccardo Lavanda, tecnico di casa, aveva schierato: Della Vecchia, Vedana, Stragà, Mazzer, Roccon, Casanova, Cima, De Michieli, Dalla Rosa (st. 12’ Bristot), Praloran (st. 1’ Caser), De Luca. Nonostante la supremazia nei calci d’angolo (7-3) e ad uno strepitoso intervento dell’estremo Della Vecchia, il Fiori Barp fu costretto ad alzare bandiera bianca. Le cronache dell’epoca raccontano: “Quando il risultato di parità sembrava accontentare tutti, è arrivata la doccia fredda del gol-partita della Collumbertese: Della Vecchia ha respinto da campione una conclusione ravvicinata di Fragasso; la palla è stata raccolta sulla sinistra da Bolzan, sul cui centro, in mezzo all’area è svettato altissimo Pasquali, che ha servito a Tomasella il più facile dei tocchi vincenti”. Non andò meglio neanche al ritorno, il 12 marzo 2000. A Colle Umberto i padroni di casa si imposero 2-1 con reti di Tomasella in apertura, De Michieli a metà ripresa e Pasquali, su calcio di Rigore ad un quarto d’ora dall’epilogo. Malgrado la supremazia territoriale esercitata l’undici di Mas non riuscì a concretizzare acuti vincenti. Anche in questa occasione, come era accaduto all’andata con Casanova, i blu arancio chiusero la contesa con l’uomo in meno: D’Olif fu allontanato per proteste. Lavanda, che la settimana successiva, dopo la vittoria casalinga sul Francenigo firmata da Dalla Rosa, sarebbe stato costretto a lasciare la guida della squadra, schierò: Della Vecchia, Tirabeni, Mazzer, Stragà, Roccon, Caser, Praloran (st. 1’ Criscuolo), De Michieli, Dalla Rosa, D’Olif, Bogo.

“Sua Maestà” il Vittorio Veneto

Nel corso della sua terza partecipazione al campionato di Prima categoria, nella stagione 2001-2002, il Fiori Barp ebbe l’onore di confrontarsi anche con il Vittorio Veneto, formazione di grandissima tradizione sportiva, che vanta partecipazioni anche nei campionati di Serie C e Serie D. Le sfide di quella stagione si giocarono entrambe nel corso del 2002. Il 13 gennaio, al Pra Cappello di Gron, i rossoblù si imposero per 1-0 con una rete in piena zona Cesarini di Pasquali. Una grande beffa. Ecco come raccontarono l’incontro le cronache dell’epoca: “Il calcio non è una scienza esatta. La riprova di ciò si è avuta anche al termine della sfida fra il “piccolo” Fiori Barp e il “grande” Vittorio Veneto. Il responso è stato amarissimo per i padroni di casa che, pur gestendo la partita in lungo e in largo per larghissimi tratti, sono stati beffati dagli ospiti, abili a segnare il gol decisivo in una delle rare azioni offensive degne di tal nome orchestrate nell’arco dei novanta minuti di gioco. La squadra di Eros Prest, interpretando l’incontro con grande determinazione e senza tanti fronzoli, ha messo sovente in difficoltà la corrazzata rossoblù che, da parte sua, ha faticato molto a confezionare qualche azione offensiva incisiva. Il gran lavoro proposto dai padroni di casa, abili a chiudere tutti i varchi in difesa e a riproporre l’offensiva, meritava maggior fortuna, anche in considerazione del fatto che a vacillare in più di una occasione è stata la retroguardia meno perforata del girone. L’azione che ha consegnato i tre punti al Vittorio Veneto è scaturita quando ormai si era prossimi alla fatidica “zona Cesarini”, quando cioè i meritevoli bellunesi si sono ritrovati con pochissimo tempo per tentare di riacciuffare quel pareggio che, al tirar delle somme, sarebbe stato per loro già sufficientemente penalizzante: su una percussione centrale di Pasquali, messo in movimento da Bolzan, la difesa non è riuscita ad allontanare e l’attaccante ha potuto realizzare il più facile dei gol da due passi. A quel punto il mondo è crollato addosso al Fiori Barp che, proprio al 4’ di recupero, ha avuto la forza di segnare il gol dell’uno a uno con Pierdonà su servizio di D’Olif, ma l’arbitro Zamuner non ha convalidato, probabilmente per fuorigioco”. Per la cronaca il Fiori Barp schierò: della Vecchia, Fratta, Vedana, Mazzer, De Nard, Caser (st. 39’ Dalla Rosa), D’Olif, Castellan, Bogo, Caneve (st. 24’ Pierdonà), Marsango. Il Vittorio Veneto di Bruno Gava rispose con: Peterle, Gava, Pizzol, De Zan, Lorenzon, Poser, Tonel, Santin (st. 17’ De Luca), Russotto (st. 28’ Bolzan), Esposito, Pasquali. Nell’ultima giornata di campionato, Il 12 maggio 2002, al “Barison” di Vittorio Veneto si celebrò la festa per la promozione dei rossoblù, ma anche la buona stagione del Fiori Barp, salvo già da qualche turno. Finì 5-2 per i padroni di casa (a segno con Fattorel, Esposito due volte, Soccal e Bolzan), mentre con un gol per tempo Maurizio “Pit” Dalla Rosa raggiunse la doppia cifra e salutò nel modo migliore il club blu arancio con cui disputò sei campionati da protagonista assoluto con 164 presenze e ben 56 gol all’attivo.

I Pin, dinastia di calciatori

Sono davvero tanti i Pin che hanno calcato i campi di calcio. Detto di Celeste, nato a San Martino Colle Umberto (TV) nel 1961, 12 presenze nella nazionale Under 21; vanno ricordati i suoi conterranei Livio (nato a Cappella Maggiore nel 1953) e Gabriele (nato a Vittorio Veneto nel 1961). Livio Pin, centrocampista, passato anche nelle giovanili della Juventus, ha militato in Serie A con Perugia, Napoli e Udinese. Gabriele Pin, centrocampista, ha giocato in due periodi con Juventus e Parma e poi con Lazio e Piacenza, mentre come allenatore ha collaborato con Sacchi e Ulivieri, oltre che con Cesare Prandelli di cui è stato vice anche in Nazionale. Gabriele Pin ha un figlio, Mattia, anche lui calciatore, di ruolo attaccante, che è stato professionista in Serie C e Serie D. Negli anni ’50 ci furono altri tre Pin calciatori. Si tratta di Alessandro, nato a Portogruaro (VE) nel 1929, ala sinistra, che militò in Serie B e Serie C con le maglie di Brescia, Pro Patria, Sanremese e Lecce. Mario Pin, da Vittorio Veneto, attaccante, è stato un gran cannoniere nelle file del Belluno che militava in IV Serie nella prima metà degli anni ’50. Mario Pin, insieme al conterraneo difensore Paolo Michielini, è stato per diverse stagioni un punto di forza della squadra gialloblu che ben figurò a livello interregionale. In quattro campionati con il Belluno, Pin mise a segno oltre 50 reti. Il più celebre di Pin degli anni ’50 è certamente Antonio, portiere del grande Padova di Nereo Rocco. Veneziano di Fossalta di Piave, classe 1928, Antonio Pin iniziò nelle giovanili del San Donà e, dopo la Seconda Guerra mondiale, con la Fossaltese, la squadra del suo paese. Nel calcio senior vestì la maglia della Luparense nel biennio 1947-1949, vincendo il campionato di Promozione. Passò alla Mestrina e da lì all’Udinese, con cui collezionò le prime 31 presenze in massima serie. Dal 1953 al 1957 difese la porta della Sampdoria in 97 incontri di Serie A. Nelle successive sei stagioni è diventato un baluardo del Padova che nel 1958 sfiorò lo scudetto. Chiuse la carriera di portiere con altre due stagioni in Serie A nel Lanerossi Vicenza, club nel quale iniziò ad allenare. Dopo l’esperienza alla guida del Potenza, fece ritorno nella sua terra per guidare il Petrarca, il Caorle in due riprese, il Dolo, il Padova, il Belluno e l’Abano. Toni Pin, il portiere dei panzer biancoscudati, è morto nel 2012, ad 83 anni, dopo aver combattuto per un paio di anni contro una malattia crudele e inesorabile: l’alzheimer.